"LE DONNE DI DANTE" la mostra di MARIA MICOZZI in Villa Reale, a Monza.

 



Cleopatra, Medea, Francesca da Rimini, Eva, Beatrice, Santa Lucia. Figure femminili della Divina Commedia, dipinte su lenzuola – di Covid memoria – con tratti rapidi e colori dal bianco e nero ai rossi accesi. A richiamare l’attualità dell’insegnamento dantesco: l’importanza di capire l’errore per giungere alla “redenzione” del cambiamento. È questo il cuore dell’esposizione della pittrice, scultrice e scenografa, milanese d’adozione, Maria Micozzi, dal titolo ‘Le donne di Dante’, allestita alla Villa Reale di Monza per il settecentenario della morte del poeta fiorentino.
Quasi una trentina le opere in rassegna, sono grandi dipinti in tecnica acrilica su tela libera non intelaiata, ricavata da lenzuola, “antico rifugio simbolico di protezione” vissuto nel lockdown per il Covid-19. Rapido, quasi spatolato, anche il tratto risente del clima di tensione e sconcerto. I lavori sono sia esposti a parete, sia messi sotto forma di installazione o a tappeto: come Dante si inchinava ad ascoltare i dannati al suolo, così ci si china per “leggere” le opere. Soluzioni tecnico-formali di avanguardia si fondono a una raffinata sensibilità pittorica.

L’Inferno dantesco – traduce Micozzi in pittura – è “eternità senza mutamento” poiché “nel male non c’è vita che possa mutare”. Nel Purgatorio il viaggio dantesco procede con la “bramosia della redenzione” e una sorte di dolore, perché “la carne e la mente sentono ancora l’errore che hanno accolto”. Mentre nel Paradiso il viaggio entra nella perfezione dell’interezza e vede “le differenze vivere dell’amore”. Ecco, le donne raffigurate in rassegna – donne del mito e della letteratura come la regina di Cartagine Didone, la tessitrice Aracne, la prostituta Taide, o della storia come Aspasia, la concubina di Pericle – sono lì a portare il senso e le angosce di una cultura millenaria divisiva, forgiata dal patriarcato, che chiede di essere cambiata, e che siano riscoperte le relazioni fra le differenze, l’incontro tra uomo e donna, tra umanità e natura.
“Conoscere l’errore – afferma l’artista – libera, socraticamente, dai tormenti della colpa. Così dalla conoscenza dell’errore, dal travaglio del pentimento, dallo struggimento dell’attesa nasce il viaggio di Dante. Così il viaggio di ognuno. E il cambiamento di un’intera cultura”.

L’esposizione, che è realizzata in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e il Parco di Monza, con i patrocini del Comune di Monza, I Parchi letterari, il Parco letterario Regina Margherita e il Parco Valle del Lambro, verrà presentata in anteprima digitale sabato 1° maggio. La rassegna è promossa dalla Casa della Poesia di Monza e dalla sua presidentessa Antonetta Carrabs. Nell’ambito della rassegna Mirabello Cultura 2021”

Per informazioni: Carla Galimberti cell. 3409738452 www.lacasadellapoesiadimonza.itwww.mariamicozzi.itwww.reggiadimonza.it

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