MAGNIFICAT "Donne straordinarie ai Musei lombardi"
Drammaturgia e voce Antonetta
Carrabs
Direzione musicale Maestro Roberto Porroni
in collaborazione con la DIREZIONE REGIONALE MUSEI LOMBARDIA
Direzione musicale Maestro Roberto Porroni
in collaborazione con la DIREZIONE REGIONALE MUSEI LOMBARDIA
Il progetto nasce con la finalità di valorizzare il patrimonio
storico, artistico e culturale dei Musei lombardi attraverso la narrazione delle
donne straordinarie che li hanno abitati; presenze spesso invisibili nella
narrazione ufficiale, ma fondamentali nel costruire la quotidianità e il
significato simbolico degli spazi. I Musei custodiscono tracce di vita che meritano di essere riportate
alla luce affinché non siano solo spazi di conservazione, ma diventino luoghi
capaci di generare riconoscimento e relazione. La memoria non resta più chiusa solo
nelle teche ma torna ad essere esperienza viva, condivisa, profondamente umana.
Attraverso il racconto delle storie gli splendidi luoghi tornano a respirare,
rivelando la loro anima e riaffermando la loro importanza culturale, sociale e
simbolica. Un percorso di umanizzazione, di restituzione, di ascolto e di memoria
condivisa che crea continuità tra passato e presente.
“BEATRICE E IL RESPIRO DELLA CERTOSA” CERTOSA DI PAVIA
Di Beatrice D’Este si parla poco, sebbene sia da considerare come una delle figure femminili più influenti del Rinascimento italiano. Sposa di Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, la vera mente dietro molte azioni e decisioni del marito, sul quale esercitava un’enorme influenza, a tal punto da legare la presenza di lei alla prosperità e all'integrità dell'intero Stato sforzesco.
“LA LOGGIA DELLE DAME” CASTELLO VISCONTEO VIGEVANO
La principale dama legata al Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano è Beatrice d'Este, moglie di Ludovico il Moro. A lei era dedicato il "Palazzo delle Dame" con la relativa Loggia delle dame realizzata dal Bramante intorno al 1490, un’area residenziale che si affacciava sul giardino pensile, detto "Giardino della Duchessa". Beatrice d'Este è la figura femminile prominente che visse nel castello durante il periodo di massimo splendore sforzesco, abitando la zona progettata per le sue esigenze di corte. La Loggia delle Dame, che prende il nome dalle nobildonne della corte, era un luogo di svago e di rappresentanza vicino al Maschio, la zona residenziale dei duchi.
“LE ANIME GENTILI DI DANTE” CASTELLO SCALIGERO SIRMIONE
Il Castello Scaligero di Sirmione, edificato nel Trecento dalla famiglia Della Scala, funge da scenario suggestivo per questa narrazione, offrendo al visitatore un'esperienza che unisce storia, arte e letteratura. Il contesto dei castelli scaligeri richiama l'epoca della poesia cortese e stilnovista, amata da Dante che fu ospite di Cangrande della Scala a Verona, i signori che edificarono il Castello di Sirmione nel XIII secolo. È plausibile che Dante abbia visitato le sponde del lago di Garda, inclusa Sirmione, durante il suo esilio. Il castello rappresenta dunque un luogo evocativo per celebrare il Sommo Poeta e il suo tempo.
“IL CANTO DI AGNESE NEL TEMPO DEI BESTA” PALAZZO BESTA
Agnese Quadrio è vissuta tra Cinque e Seicento, la sua presenza ha segnato l'epoca di massimo splendore della residenza è stata una figura chiave del Rinascimento valtellinese, moglie di Azzo II Besta e co-protagonista, insieme al marito, della trasformazione di Palazzo Besta a Teglio in una raffinata corte cinquecentesca. Donna colta e nobile, ha promosso le importanti decorazioni pittoriche, inclusi i cicli di affreschi, che rendono la dimora un capolavoro artistico. Insieme ad Azzo II, ha curato l'impulso decorativo del palazzo, trasformandolo in un centro di cultura frequentato da artisti e letterati, tra il XV e XVI secolo.
“LE
DAME DI PALAZZO LITTA NELLA MILANO DEL 700” PALAZZO LITTA
Margherita e sua madre Paola Castiglioni Litta, figlia di Elisabetta Visconti e del marchese Giulio Pompeo Litta, furono le dame illuministe di Palazzo Litta. Paola Castiglion Litta, celebre nobildonna milanese, nota per il suo salotto culturale illuminista a Milano. Amica e ispiratrice di Giuseppe Parini, frequentò intellettuali come Manzoni e Byron, distinguendosi per spirito critico e anticonformismo. Il suo palazzo milanese ospitava uno dei salotti più vivaci dell'epoca, legato anche ad ambienti massonici. Amica intima del poeta Giuseppe Parini che le dedicò componimenti, vicina a Francesco Melzi d'Eril. I musicisti preferiti in casa Litta: da Johann Christian Bach al giovane Mozart accompagnato da suo padre Leopold, fra gli scrittori Carlo Goldoni.
Margherita e sua madre Paola Castiglioni Litta, figlia di Elisabetta Visconti e del marchese Giulio Pompeo Litta, furono le dame illuministe di Palazzo Litta. Paola Castiglion Litta, celebre nobildonna milanese, nota per il suo salotto culturale illuminista a Milano. Amica e ispiratrice di Giuseppe Parini, frequentò intellettuali come Manzoni e Byron, distinguendosi per spirito critico e anticonformismo. Il suo palazzo milanese ospitava uno dei salotti più vivaci dell'epoca, legato anche ad ambienti massonici. Amica intima del poeta Giuseppe Parini che le dedicò componimenti, vicina a Francesco Melzi d'Eril. I musicisti preferiti in casa Litta: da Johann Christian Bach al giovane Mozart accompagnato da suo padre Leopold, fra gli scrittori Carlo Goldoni.
“LA ROSA E LA CORONA CENTO ANNI CON MARGHERITA” CAPPELLA ESPIATORIA MONZA
Fu proprio lei, insieme al figlio Vittorio Emanuele III, a volere erigere a monza la Cappella Reale Espiatoria per commemorare il re Umberto I, ucciso il 29 luglio del 1900. Una grande sovrana che dimostrò compostezza, dignità e spirito di servizio alla Nazione. La Cappella sorge nel punto in cui l’anarchico Gaetano Bresci uccise il re al termine di una manifestazione sportiva. Vittorio Emanuele III incaricò l’architetto Giuseppe Sacconi, autore dell’Altare della Patria a Roma, di progettare un edificio commemorativo ricco di elementi simbolici, inaugurato nel 1910. Sopra la colonna sono infatti presenti una Pietà bronzea, grandi croci in alabastro e i simboli del regno, tra cui lo scettro e la corona. Nel basamento della colonna è ricavata una cappella decorata a mosaici, mentre al di sotto si sviluppa una cripta in cui un cippo in marmo nero segna il punto dell’attentato.


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