MATILDE di MAGDEBURGO



MATILDE di MAGDEBURGO (Germania - Sassonia, 1212 circa – Abbazia di Helfta, 1283) tratto da "Le Poetesse Mistiche pazze per Dio" di Antonetta Carrabs e Iride Enza Funari- Nema Press Edizioni 2017 

....Gertrude e Matilde erano figlie del Barone di Hackeborn, una delle più nobili, ricche e potenti della Turingia, imparentata con l’imperatore Federico II. Gertrude aveva una spiccata personalità. Fu Badessa per quarant’anni e portò il monastero di Helfta ad  una fioritura straordinaria quale centro di mistica e di cultura, scuola di formazione scientifica e teologica. Offrì alle monache un’elevata istruzione intellettuale e permise loro di coltivare una spiritualità fondata sulla Sacra Scrittura, sulla Liturgia, sulla tradizione Patristica, sulla Regola e spiritualità cistercense, con particolare predilezione per san Bernardo di Chiaravalle e Guglielmo di St-Thierry. Fu una vera maestra, esemplare in tutto, nella radicalità evangelica e nello zelo apostolico. La mia esperienza di unione mistica con Dio fu intrisa di passione, di erotismo e di devozione amorosa, l’anima densa di fecondità e di felice unione con il mio sposo. Fu un cammino ascetico, il mio, che mi condusse alla fusione totale con Dio attraverso la gioia e nell'allegria della danza mistica. Ottenni questa fusione solo dopo essere passata attraverso l'oscurità della notte spirituale. Dio è la santa montagna: non si può arrivare a Lui senza salire con fatica. E’ necessario avere impegno e fede, ma soprattutto bisogna spogliarsi di tutto ciò che non è Dio e che ci impedisce la salita. Se ci svuotiamo dei nostri progetti, di ogni pensiero, della memoria e dell'immaginazione, Dio ci riempie e noi riversiamo in lui il nostro amore, riuscendo a renderci simili a lui. Arrivando a Lui la nostra anima si accende ogni giorno del "fuoco dell'amore" e supera così tutte le difficoltà e le sofferenze del cammino. Nel monastero di Helfta il mio confessore fu il domenicano Enrico di Halle, il quale mi spinse ad affidare alla pergamena la mia storia e le mie audizioni. In primo luogo fui spinta da Dio che mi ordinò di scrivere in sette libri il frutto della sua Divinità vivente nel mio cuore. E così feci, fedelmente come Dio aveva suggerito al mio cuore. Vecchia e afflitta, quasi al termine della mia vita, Dio mi disse: “ la tua infanzia è stata la compagna del mio Spirito Santo, la tua giovinezza è stata la sposa della mia umanità, la tua vecchiaia è ora la padrona di casa della mia Divinità”.
La grazia che è registrata nelle mie opere me l’ha donata Lui in tre modi diversi: all’inizio con grande dolcezza, poi con rigorosa segretezza, alla fine con amara pena. L’anima è la regina, e lo diviene tale nel momento in cui si realizza il felice cambio prodotto dall’amore. Le viene preso tutto ciò che possiede sulla terra: fanciullezza, gioventù, amici e parenti, il mondo con i suoi onori e le sue ricchezze. Le vengono date in cambio la libertà celeste, le sante virtù, la ricca presenza dello Spirito Santo, in completa rispondenza al suo desiderio. Dopo che l’amore ha consumato la sua carne e il suo sangue, l’anima viene purificata e attratta da Dio......

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