Brunello Cucinelli, il principe di Solomeo



Il Signor Brunello, così lo chiamano tutti dentro e fuori l’azienda, il principe di Solomeo, come lo ha definito la stampa internazionale, ma chi è davvero Brunello Cucinelli? Figlio di un operaio, nasce a Castel Rigone il 3 settembre del 1953. Dopo aver terminato gli studi da geometra si iscrive alla facoltà di ingegneria ma comprende, sin da subito, di non essere portato per gli studi e intraprende così una carriera legata alla moda. Fonda nel 1978, alle porte di Perugia nel borgo umbro di Solomeo, la sua impresa. Da piccole vendite riesce ad ottenere, nel giro di pochi anni, un incredibile successo tanto da poter acquistare il Castello del borgo risalente al XIV Secolo che diventerà la sede principale della sua azienda. Oggi è l’imperatore del cachemire, l’umanista imprenditore innamorato della filosofia che studia Marco Aurelio.
 
Il suo grande sogno, ha affermato spesso nelle interviste, è sempre stato quello di lavorare per la dignità morale ed economica dell’essere umano, dichiarando di sentirsi un custode del creato e di aver subito il fascino dei grandi pensatori, dei filosofi greci e degli imperatori che hanno contribuito anche ad educarlo. La sua, è un’idea di capitalismo umanistico. Ha sempre cercato di dare ai suoi dipendenti luoghi migliori dove lavorare per un monte ore che fosse giusto, non oltre quindi le 17.30 e non nei fine settimana, favorendo la produzione “senza recar danno all’umanità. L’umana sostenibilità – ha dichiarato-  passa anche da questo ed è alla base del rispetto dell’essere umano”. Brunello Cucinelli ama leggere e regalare libri ai suoi dipendenti e così ha fatto per il matrimonio delle sue figlie alle quali ha donato oltre mille libri ciascuna.  Il motto è modulare profitto e dono.
 
La sua azienda conta oltre 1020 dipendenti e 3000 collaboratori. E’ presidente e amministratore delegato della Brunello Cucinelli SpA divenuta nel tempo uno dei brand più esclusivi nel settore del pret-à-porter “informal luxury” a livello mondiale. Nei suoi laboratori giunge il miglior cashmere selezionato in Mongolia, poi filato e tessuto con arte tessitoria tramandata da generazioni. Le sue collezioni sono ricercate e con tagli sartoriali. Nel 2018 ha donato circa 100 milioni di euro in beneficenza. E’ molto legato alla città di Norcia, suo luogo spirituale, dove ha contribuito a ricostruire il monastero crollato a causa del terremoto del 26 ottobre 2016. Si è ispirato a San Benedetto, a Gandhi, Aristotele, Kafka. Secondo Cucinelli bisogna riconoscere la bellezza del lavoro, preservando la custodia di quanto abbiamo ereditato, quello che arriva dal passato non è un peso, ma un paio d’ali che sostiene il futuro luminoso che ci aspetta. Il suo messaggio ai giovani: uscite a guardare il cielo e le stelle perché poi tutto si riequilibria.
 
Questo articolo fa parte della mia rubrica MAESTRI DU STILE ed è stato pubblicato sulla rivista LEI Style del mese di febbraio
 
 
 

 

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