Brianza: la Rotonda di Tregasio e quella di palazzo Cagnola a Inverigo.

 

La Brianza, con il Parco Letterario Regina Margherita e Parco Valle Lambro, fa parte dell’importante rete dei Parchi Letterari Italiani. Questa antica terra, con le sue aree boschive lungo le piccole valli che prendono il nome dalle rogge che le attraversano e fluiscono nel Lambro, custodisce borghi di straordinaria bellezza. Luoghi che ci parlano di storia attraverso i tanti monumenti di arte neoclassica, come la Rotonda,  piccolo Pantheon oggi monumento nazionale, di Tregasio "trewa", antico luogo di sosta, piccola frazione di Triuggio, Triücc per i brianzoli. Alta 15 metri, con un diametro di 10,80 metri, fu progettata dall’architetto Luigi Cagnola; nel 1833 Cagnola muore e sua moglie, la contessa Federica d’Adda, darà l’incarico di portare a termine il progetto all’architetto Nava, che sposerà in seconde nozze. Sarà nel 1842 che verrà alla luce questo monumento dedicato ai Santi Martiri Gervaso e Protaso, con pianta circolare, la cupola semisferica elevata su un tamburo e la parte rotonda costruita su un  oratorio preesistente, un protiro formato da sei cariatidi, a simboleggiare le virtù cristiane: la preghiera, l'eucarestia e il timore. All’interno, un altare che riproduce un sarcofago di epoca romana e quattro affreschi, attribuiti a Raffaele Casnedi, che raffigurano scene tratte dai Vangeli: il discorso della montagna, la guarigione del cieco nato, la risurrezione del figlio della vedova di Nain e la pericope dell'adultera. Nel 1927, per mancanza di restauri, l’edificio versò in uno stato di abbandono, tanto da essere utilizzato come granaio. Gli abitanti di Tregasio, con grande generosità, riportarono alla luce questo luogo, restaurandolo. 

Una curiosità: per pubblicizzare il suo nuovo album Ghettolimpo, uscito l’11 giugno, Mahmood ha scelto la Rotonda di Tregasio. Poco distante da Tregasio c’è Inverigo, con la Rotonda della villa di delizia Cagnola: una struttura imponente. Committente e progettista l’architetto Cagnola; maestose le sue scalinate che affacciano su terrazze belvedere mozzafiato e aprono lo sguardo fino a Milano. L’edificio assomiglia ad un pantheon romano, ha all’interno cappelle laterali e il colonnato di ingresso che dà sullo splendido salone d’onore. La dimora ottocentesca fu luogo di salotti culturali, negli anni ’50, invece, ospitò bambini mutilati di guerra e ragazzini affetti da poliomielite, per volontà del beato Carlo Gnocchi.

Stendhal visita il palazzo Cagnola il 25 agosto 1818 e, nel suo Diario del Viaggio in Brianza, ce lo racconta: a Inverigo pranziamo in un albergo dove un prete aiuta a staccare la carrozza. Andiamo a palazzo Cagnola. Niente di piccolo, tutto ci sembra grandioso nella sua Rotonda. L’asse dà sul Duomo di Milano, che si vedrà di faccia dall’alto della scalinata. Le camere, con una vista stupenda, sono raggruppate attorno alla Rotonda. Forse questa forma ricorda un pò troppo una chiesa. Ha cominciato quattro anni fa e dice che gli occorrono altri quattro anni per terminare. Ha 60.000 lire di rendita, cinquant’anni, una gobba, e una bella donna che può dargli dei figli. E’ un peccato che tutta la casa sia stata sacrificata alla Rotonda. Vero è che questa parte è degna di un principe, mentre gli appartamenti e la stessa scalinata non si distinguono da quelli di una qualsiasi bella casa. Bella semplicità della sommità della Rotonda, contrasto lampante fra questo edificio e il barocco della casa Crivelli. Veduta del paese e, all’orizzonte, della pianura lombarda cha assomiglia al mare.  Il lato più bello della veduta è quello che guarda verso Novara, perché alla vostra destra, le montagne coperte di neve sbucano all’improvviso dietro le colline ai cui piedi si scorge il lago di Pusiano. I pini, ornamento che si accorda a meraviglia con la sublimità della rotonda. Il palazzo del marchese Cagnola è costruito sullo spiazzo di una piccola collina. Bisognerebbe ricoprire lo spiazzo con un giardino all’inglese, ma vi mancherà sempre l’acqua…il signor Cagnola farà una grande stupidaggine se alzerà ancora la costruzione che costeggia i due lati del giardino, così come dice nel progetto, per nascondere i tetti.

- dalla mia rubrica Oltre il confine - Il Cittadino di Monza e Brianza 

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