“La formula dell’orizzonte” di Roberta Castoldi - Recensione di Antonetta Carrabs



L'incontro di presentazione, mercoledì 2 febbraio, al Teatro Franco Parenti di Milano con Maurizio Cucchi. Dopo quindici anni di silenzio dal suo ultimo libro La scomparsa, l'autrice ci presenta la sua  nuova pubblicazione edita da AnimaMundi.

Il suo esordio in poesia risale al 1998 con il libro La scomparsa, edito da LietoColle, e il contributo di Franco Loi, che di lei dice: ha la stoffa di cui son fatti i poetiprova a richiamare la sua vita ad un senso, ad una significazione. La formula dell’orizzonte, pubblicato a giugno del 2022 con Anima Mundi, nella collana Cantus Firmus, è curato da Franca Mancinelli e Rossana Abis, con la prefazione di Donatella Bisutti. E’ un volume plurale che accoglie la prima raccolta dell’autrice in un unicum poetico che, nel tracciare un prima e un dopo, non crea separatezza ma conduce il lettore lungo molteplici approdi di significato. Nella prefazione al libro, Donatella Bisutti si sofferma sul valore scaturito dal dialogo fra presenza e assenza che, facendosi verso, si interroga e diventa orizzonte. Un filo d’Arianna che conduce al ricordo, a quel punto focale in cui il ricordo stesso si accende e diventa presente; uno spazio/luogo introspettivo dove il corpo diventa casa: e così oggi ho fatto l’amore con l’aria, mi sono rapita con le onde, ospitato la luce, sostenuto il calore del sole, ragionato con un albero, dato retta per un’ora alle cicale soltanto perché ti sapevo all’orizzonte. In questa recherche l’autrice rimane attaccata alla sua pelle come un francobollo, con tutte le inquietudini, gli interrogativi e i tanti desideri di approdo che la fanno sentire isola, in un dialogo con l’infinito con al centro la sua presenza innamorata: quando l’amore mi sproporziona e mi consiglia come strada un fiume

L’orizzonte diventa il luogo e il tempo “la mia attenzione per l’orizzonte - quello marino per eccellenza -  coincide con un innamoramento… esagera la vista fino al suo lineare sconfinamento”. L’orizzonte che sa essere ricordo e sosta dove l’assenza e la presenza delle cose, delle persone care, delle storie, conducono a quella casa nel bosco in cui vive una natura fatta di alberi dipinti; un luogo dove l’autrice si sente dimenticata come quando i boschi sgrigiano con lo sparire della luce… dove faccio entrare la sera che suona il suo senso oscuro. Questo ricordo del tempo perduto rivive nei suoi versi più profondi, con nuove altezze di significato: ho ucciso l’amore con una lama che squarcia i sentieri rossi. L’ascolto è un altro elemento prezioso della poetica della Castoldi: sono ferma nella trasparenza del mondo che mi capita di attraversare…. mentre aspetto una pelle, le parole mi siedono attorno…sono parole senza punta ….parole che strappano alla vita, a mia madre addormentata. Io …non racconto parole ma aria vissuta in acqua pesante di fiume.... E poi c’è la presenza “liquida” dell’acqua e del mare, del fiume e del lago basso, del ruscello che si fa stagno doppio passare per lago sull’orlo. Queste presenze confidenti come il mare…che non bastano alla vita, sanno accogliere… sono la tua amica d’acqua e di parole quella coda di pesce rimasta sulla spiaggia, sanno essere ricordo: uscivamo a camminare lungo il mare insieme a tutti i cespugli e molto vicini all’acqua….. una valigia ordinata per una partenza con pensieri belli d’acqua e di rami..

Una poesia che ti guarda, quella dell’autrice, dove il suo lasciarsi spopolata come un esercito disarmato da uccelli …. per lo scontro appena fuori,  la fa sentire un incidente di bosco e grammatica. L’intensità di questa anima poetica la si coglie attraverso le parole della sua vita che sgrana in poesia, capaci di toccare lo Zenit e il Nadir della sua significazione.

Antonetta Carrabs

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