Nasce in Italia il progetto Poeti fuori strada



 
 
Nasce in Italia il progetto Poeti Fuori Strada ispirato ai talleres de poesia di Ernesto Cardenal. Un progetto pilota che vede coinvolte due città campioni: Monza e Milano. La fase sperimentale è organizzata a Milano da Milton Fernàndez e a Monza da Antonetta Carrabs. Successivamente il programma potrà essere attuato in altre sedi su iniziativa di un Coordinatore/Responsabile locale riconosciuto dal Comitato Direttivo.
 
 
Il metodo di lavoro è preso in prestito dai Talleres de Poesìa di Ernesto Cardenal, e potrebbe riassumersi in poche (sue) parole: Poesia è ciò che scriviamo come poesia. Poesia è ciò che viviamo come poesia. E’ un modo di agire, di stare al mondo, di convivere con gli altri e con quello che ci sta intorno. E’ aperto a tutti ma, nella prima fase, porrà una speciale attenzione al lavoro con persone, o con gruppi di persone, in situazioni di "fragilità. Ci riferiamo agli anziani, ai bambini- giovani adulti affetti da importanti patologie, ed ad altre situazioni di grave disagio.  Ciascuno di noi, in particolare quando si trova in situazione di fragilità,  ha spesso difficoltà a comunicare - perfino alle persone più vicine – i sentimenti più profondi, quali ad es. paura, tristezza, delusione, rabbia, desiderio, speranza, rimorso, gratitudine, soddisfazione, richiesta, un ultimo saluto. Questo comporta ulteriore sofferenza. Due esempi per dare una idea della importanza della parola scritta di ragazzi nella fase finale della loro vita. Mario, 14 anni, scrive in francese NASCITA : Toc toc  / posso entrare?/ Buongiorno! /Ma qui c'è la violenza/qui c'è la sofferenza /qui c'è l'ipocrisia/Scusatemi, io cerco l'amore/Ho sbagliato mondo.Carmelo, 13 anni, alcuni giorni prima di lasciarci consegna alla sua infermiera un biglietto con scritto: "Speak about death"..

 
 
 
Il progetto Poeti Fuori Strada si rivolge a quei poeti che accetteranno la sfida di uscire dalla strada della poesia tradizionale per incontrare, su quella della vita, persone in situazioni diverse di fragilità, che verranno facilitate a esprimersi attraverso il  verso libero, cioè una forma di poesia svincolata dai limiti imposti dalla rima o dalla metrica, dalla sintassi o dalla ortografia. Nella prima fase si porrà una speciale attenzione al lavoro con persone, o con gruppi di persone, in situazioni di fragilità: anziani, bambini, giovani, adulti affetti da importanti patologie, ed ad altre situazioni di grave disagio.
 
Poesia fuoristrada: è un titolo che esplica una zona di confine, una zona ai margini dell’espressività, in cui ognuno potrà, attraverso la parola, comunicare e interagire con il mondo. Teorizza l’esteriorismo, cioè la volontà di creare versi con le immagini del mondo esterno e sostiene che ogni cosa è poetica. La parola sarà uno strumento d’indagine sulle cose e sulle anime. Il narrare sarà un atto di libertà profonda che favorirà il racconto dell’esperienza, liberandola. Valorizzerà il verso libero non legato ai criteri classici della rima e della metrica. La poesia si avvicinerà alla narrazione e potrà essere accessibile anche ai non-poeti. Il metodo consentirà di coinvolgere persone in situazioni di fragilità, di disagio, legate a gravi eventi che ognuno può incontrare sul suo cammino di vita: malattie, condizioni di disabilità, giovani carcerati, la fase finale della vita. In situazioni difficili la persona, anche se assistita da familiari ed amici, può sentirsi sola, non solo per problemi di vita pratica, ma piuttosto per la difficoltà a comunicare, speranze, sentimenti, la propria sofferenza emotiva-psichica. E’ importante incontrare chi è disposto ad ascoltare.
 
La poesia è un bene comune. Attraverso la parola si cercherà di dotare la poesia e la narrazione di strumenti atti a interpretare e recuperare la realtà, a descrivere il mondo. In ogni persona sono presenti le problematiche dell'universo intero: limite ed infinito, gioia e dolore, nascita e morte, libertà e determinismo, conoscenza e inconscio, meccanicismo e teleologismo. La poesia sarà lo strumento di comunicazione nelle mani di ciascuno. Secondo Masera la parola scritta migliora la vita: è terapeutica e aiuta a star bene. Può diventare  il transfer creativo dei sentimenti e delle emozioni di ciascuno. Può contribuire al superamento delle difficoltà espressive che vivranno la loro pienezza ed autenticità proprio attraverso il verbo. Ogni protagonista avrà modo di lasciare, attraverso la parola scritta, la sua impronta, la sua creazione. Il pensiero potrà esplicarsi e modellarsi e ogni opera scritta sarà intrisa del vissuto e della vita di ciascuno. La poesia sarà lo strumento di comunicazione nelle mani di ciascuno. La poesia sarà, quindi, libera senza i limiti imposti dalla rima o dalla metrica, dalla sintassi o dall’ortografia. I facilitatori saranno compagni di viaggio, saranno poeti in grado di abbassare lo sguardo verso quelle zone dove spesso si annida la sofferenza, quella vera, reale, che si può persino toccare con mano. Quella realtà spesso subita, raccontata in una prosa che fotografa ma non incide, quasi fosse parte di un presente inamovibile. I Poeti facilitatori si metteranno al servizio della poesia consapevoli di non voler insegnare nulla. Avranno l’obiettivo di trasmettere il valore della poesia come  bene comune alla stregua dell’aria che respiriamo e promuoveranno la poesia come strumento-mezzo per superare l’afasia dei sentimenti, delle emozioni, raccontando i sentimenti più profondi come la paura, la tristezza, la delusione, la rabbia, il desiderio, la speranza…. La magia della poesia, o della parola scritta in modo libero e semplice, può avere un ruolo terapeutico tanto più rilevante quando la guarigione o la risoluzione del problema non è più possibile.
 
Le radici di Poeti Fuori Strada affondano nei primi anni ’80, in un paese lontano, il Nicaragua, da poco uscito da una feroce guerra civile. Si collegano a un prete-poeta-rivoluzionario: Ernesto Cardenal, allora Ministro della Cultura del governo sandinista. Per Cardenal in ciascun essere umano esiste un poeta potenziale in grado di esprimersi senza necessariamente seguire i canoni della poesia tradizionale, ma servendosi del verso libero. Una poesia obiettiva, narrativa e aneddotica, fatta con gli elementi del mondo reale e con cose concrete. Una poesia lontana dagli accademismi, impura. Cardenal è stato l’iniziatore e continua ad essere l’infaticabile  promotore di questa corrente poetica, da lui  definita esteriorista. Nel 2006, su invito del prof. Giuseppe Masera, Cardenal realizzò dei laboratori di Poesia con i bambini del Centro di Oncologia La Mascota, di Managua. La magia della poesia si rinnovò in modo sorprendente. Analoga esperienza, sempre su invito del prof. Masera, responsabile, allora della clinica pediatrica dell’Università Milano-Bicocca, fu replicata da Antonetta Carrabs nell’anno 2009-2010 a Monza.
 
Il laboratorio di poesia La musica delle parole fu tenuto dall’ottobre 2009, per un anno intero, nel reparto di Ematologia pediatrica dell’Ospedale San Gerardo di Monza. Durante i laboratori di poesia i bambini malati di leucemia hanno sviluppato una grande creatività e facilità di espressione. Secondo Masera la poesia ha arricchito la strategia terapeutica nell’oncologia pediatrica e ha aggiunto un ulteriore contributo alla terapia globale-olistica, dando ai bambini la possibilità di raggiungere la resilienza, la crescita positiva dopo il trauma della malattia e delle cure. Sono entrata in reparto con un po’ di timore ma con la speranza di poter contribuire, con la poesia, ad aprire finestre nuove di comunicazione attraverso le quali i bambini avrebbero potuto guardare e raccontare la propria vita, trasferendo così nelle parole il peso del loro dolore, della speranza, delle illusioni, delle difficoltà che erano costretti a vivere. I dipinti e i versi di alcuni grandi poeti sono stati veri incipit motivazionali durante la narrazione: Monet con il suo luogo di natura ventoso e il colore azzurro degli alberi, i fiori dei ciliegi della corte imperiale di Kyoto, i versi di Leopardi, di Montale… L’entusiasmo dei bambini per la poesia ha sorpreso tutti e soprattutto me. Le poesie dei bambini hanno narrato la purezza dell’acqua, il volo degli uccelli, la vita che spunta dalla terra fin dentro i boccioli pallidi. Ogni insetto, ogni fiore sbocciato è diventato un compagno di avventura. La natura è stata la protagonista assoluta con la sua bellezza senza scopo: la voce degli alberi, il borbottare dei ruscelli, il profumo delle primule e della lavanda sui ciuffi di prato, a primavera. Ho realizzato il laboratorio poetico attingendo al metodo Cardenal in cui la poesia diventa canasta basica, bene comune di cui si vive, come il pane, l’acqua, l’aria. Al San Gerardo ho avuto modo di incontrare molte volte gli stessi bambini con i quali è stato più facile tessere quel filo di Arianna fatto di complicità e di fiducia che ha favorito la comunicazione e l’espressione. Attraverso la poesia i bambini hanno avuto anche modo di raccontare le loro paure, i loro bisogni e sentimenti, utilizzando il verso libero. Non è stato importante trovare la rima giusta, né rispettare la punteggiatura, l’ortografia, la lunghezza del testo. I bambini hanno avuto la licenza di scrivere qualsiasi cosa. Ogni poesia è nata spontaneamente come può nascere un fiore o un tramonto. Ogni poesia è arrivata come un soffio tiepido (Alessandra)
 
La poesia ha favorito la resilienza: vorrei dire a tutti che la mia esperienza pur mettendoti in difficoltà è un’esperienza positiva perché impari a vivere in modo diverso tutto questo fa nascere un bellissimo sentimento(Lorenzo); la consapevolezza della malattia: mi affido a te per parlarti di questa febbre misteriosa che ho da venerdì di questa mia debolezza dei miei fremiti di vita (Paolo); il bisogno di dimora: l’aria ha il profumo delle rose, una felicità che ha il sapore di cioccolato, c’è una casetta sull’albero grande, tutti insieme lassù siamo al sicuro, siamo protetti (Josef); il ricordo: ho conosciuto il silenzio di questa stanza dove ho incontrato i miei pensieri che sono andati sempre al mio caro Axel, un grosso pastore tedesco (Alessandra).
 
I promotori del progetto  sono i componenti del COMITATO DIRETTIVO che ha il compito di promuovere e monitorare la realizzazione del progetto.

COMITATO DIRETTIVO

 
 





 

Carrabs Antonetta Poetessa, scrittrice
Fernandez Milton Editore, poeta
Masera Giuseppe Pediatra Emato-Oncologo

 
COMITATO SCIENTIFICO

Nazionale e internazionale,  è composto da personalità della Cultura (in particolare, poeti, ma non esclusivamente) e della Scienza. Cesa Bianchi Marcello Psicologo, Delle Fave Antonella  Psicologa, Giannella Salvatore  Giornalista, Oldani Guido Poeta, Tognoni Gianni  Ricercatore (da verificare)

Antonella delle Fave – (Medico, specialista in Psicologia Clinica, Professore di Psicologia Generale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Milano. Presidente dello European Network of Positive Psychology e della Società Italiana di Psicologia Positiva)

Momcilo Jankovic – (Scrittore - Responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Day-Hospital di Ematologia Pediatrica; Responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Day Hospital di Pediatria. Dirigente medico Ospedale di Monza)

Guido Oldani – (Poeta, Direttore della Collana Argani (Murcia Editori), creatore del Realismo Terminale, Direttore del Festival Internazionale "Traghetti di Poesia" e fondatore del "Tribunale della poesia". Ha vinto i premi National Talent Gold 2012 - Fondazione Zanetto, Spoleto FestivalArl 2012, Premio alla carriera Acqui Terme 2010.)

Franco Loi – (Poeta, Vincitore del Premio Bonfiglio, del Premio Nonino, del Premio Librex Montale, del Premio Brancati. È stato insignito dalla Provincia di Milano della medaglia d'oro e, dal Comune di Milano, l'Ambrogino d'oro e il "Sigillo Longobardo della Regione Lombardia". Ha contribuito a numerose riviste e attualmente collabora con Il Sole 24 ore.)

Marcello Cesa Bianchi - (Direttore dell'Istituto di Psicologia della Facoltà Medica e della Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell'Università di Milano)

Gianni Tognoni - (Direttore del Consorzio Mario Negri Sud. Membro della Commissione Unica del Farmaco (CUF) del Ministero della Sanità. Membro della Sottocommissione Sperimentazione Clinica Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) Segretario generale del Tribunale Permanente Dei Popoli.)

 
La lettera di Ernesto Cardenal

Querido Doctor Masera:
Le agradezco mucho su afectuosa carta que me acaba de escribir. Me alegra la decisión que han tomado de impulsar ese proyecto literario en Milán inspirado en los talleres de poesía de Nicaragua. Con mucho gusto acepto que se utilice mi  nombre para ello, lo cual será muy honroso para mí.
Considero siempre un evento muy afortunado en mi vida en que usted me hubiera buscado aquella vez en un viaje mío a Italia para proponerme la iniciación de un taller de poesía con los niños enfermos. Lo hicimos y a raíz de entonces se ha generado una excelente producción de poesía de los niños con cáncer que ya se ha hecho bastante famoso. A los dos libros que ya se han publicado en Nicaragua se está agregando un tercer libro que será publicado en la Suiza de habla francesa, y que incluirá los mejores poemas de los dos libros anteriores y una selección de los mejores poemas producidos posteriormente. Esta será una edición bilingüe en francés y español.
En cuanto a las líneas que me pide, puede utilizar la siguiente:
El poeta español Gustavo Adolfo Bécquer definió a la poesía diciendo a su amada de ojos azules Poesía eres tú. Poesía es la persona amada y poesía es el amor. Poesía es también todo lo que uno ama y lo que ama a uno. Poesía es todo, incluido el creador de todo. Poesía es Dios. Y me parece muy apropiada definición de poesía la que en Nicaragua en un taller de poesía con niños con cáncer escribió un niño de siete años: TODO ES POESÍA. Eso es todo querido amigo, que nos veremos pronto por aquí, te saluda cariñosamente,

 Ernesto Cardenal

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