La leggenda di René Lacoste


Il soprannome [coccodrillo] mi venne dato dai miei compagni di squadra. A Boston, dove ci trovavamo per affrontare l'Australia in una semifinale di Coppa Davis, mi accadeva ogni giorno di passare di fronte ad un negozio chic, che esponeva una borsa in pelle di coccodrillo, adatta a contenere le mie racchette. La mia ammirazione per la borsa suscitò il divertimento generale, tanto che Pierre Gillou, il nostro capitano, mi promise che, se avessi vinto i miei due singolari, me l'avrebbe regalata. L'immagine del coccodrillo divenne un simbolo fortunato, tanto che lo feci ricamare sui blazer bianchi da tennis e, in seguito, sulle camicette.
 
Jean René Lacoste, figlio di un noto industriale parigino, nasce a Parigi nel 1904.
Sportivo, elegante, testimonial di uno sport di classe che già nel 1933 diventò simbolo di glamour. Tennista e campione. Con i suoi amici e colleghi Jaque Brugnon, Henri Cochet e Jean Borotra formò una squadra invincibile che vinse per ben sei stagioni consecutive la Coppa Davis. “Le mie vittorie, la mia gloria e quella degli altri moschettieri non davano ricchezza. Non portavamo insegne pubblicitarie, non c'era una girandola di milioni alle nostre spalle. A noi bastava vincere, un buon rovescio, un buon dritto, una finta, uno scatto veloce verso la rete e l'avversario cavallerescamente battuto. I suoi compagni e la stampa gli diedero il soprannome di Coccodrillo; il  nomignolo scaturì da una scommessa vinta con il capitano della sua squadra che gli promise, in caso di vittoria, una borsa di coccodrillo. René, il tennista stilista coccodrillo era anche un inventore: “dovrei aggiungere la parola inventore sui miei biglietti da visita. Ho inventato tutta la mia vita!” Eh si, e sarà proprio così! Si deve a lui l’introduzione nel tennis della prima racchetta in metallo, della prima macchina “spara palle” e della creazione della prima t-shirt Lacoste.
René ha creato un brand che è diventato storico e ha fatto di lui un mito. Il piccolo coccodrillo verde fu disegnato nel 1927 dall’artista Robert Georg: un omaggio per René Lacoste, il campione, stella del tennis, vincitore di una serie di tornei internazionali. Il soprannome coccodrillo era perfetto per un uomo tenace come lui che agganciava l’avversario sul campo e non lo mollava per tutto il match, proprio come fa un alligatore con la sua preda. La sua casa di abbigliamento nacque nel 1933: la nuova maglia a maniche corte con quel piccolo coccodrillo verde ricamato divenne da subito un vero cult.
 

 
Tutt’oggi, per coloro che praticano il tennis, questo abbigliamento sportivo, ma glamour, porta la sua firma e la sua classe. La prima polo scaturì da una sua intuizione: René tagliò le maniche di una camicia a maniche lunghe poco adatte al gioco del tennis. Da quella prima polo bianca e corta, nata nel 1960, si sono susseguiti nel tempo modelli che sono stati e continuano ancora oggi ad essere un'esplosione di nuance. Lo stile Lacoste si è evoluto dando vita a vere e proprie collezione prêt-à-porter in cui la polo resta un must di eleganza da indossare anche con una gonna. Dopo una lunga vita di successi, nel 1967 René si trasferisce a Saint-Jean-de-Luz, dove diresse fino al 12 ottobre 1996 , il suo ultimo giorno di vita, la sua azienda.

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