Il giardino delle Esperidi







              







Risalgo per sempre lo splendore delle Esperidi
oltre il velo sottile
per nutrirle dell’immensità del mare
e sentire l’aria quando gioca sulla collina
tra il bianco e il nero della notte.

S’apre fuoco in mezzo al bosco
un rivo
con le sue acque chiare.
si snoda con curva leggera.

Nulla in quelle acque, nella terra scorgo, se non poesia.

Il trifoglio, la rosa scarlatta
l’incenso del tiglio
il respiro dello zefiro che arriva
sui baccelli della ginestra matura.

Poi il tuo nome udito all’improvviso
sulla mia bocca….
ed è un gorgoglìo nei miei occhi umidi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Incendiami delle tue parole
nei mattini, nelle sere d’ombra
fin dentro le fenditure dei silenzi
succhiati da questo cielo
che stormisce lungo l’abetaia
appena scompigliata dal chiaro della luna.

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